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Emergenza Gaza

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Disturbing medical findings in warrelated traumatic amputation patients: a clinical descriptive study from Gaza

Objectives
The aim of this study was to explore possible long- term negative health effects of injuries sustained by modern weaponry.

Setting
The study was conducted in Gaza’s main hospital, Al- Shifa Hospital.

Participants
During the last 10 to 15 years, thousands of civilian Palestinians in Gaza have survived numerous military incursions, but with war- related traumatic injuries caused by explosive weapons. It is unclear to which extent the injuries sustained by such modern weaponry may increase survivors’ risks of negative long- term health effects and serious illness. We have reported mechanisms and severity of injury, demographics and psychosocial status among 254 Palestinian patients in Gaza with war- related extremity amputations. Among the same amputees, subgroups of patients presented a variety of alarming symptoms and findings. 94 patients received further diagnostic clinical exploration, radiology imaging and clinical chemistry laboratory tests at the main clinical centre in Gaza, the Al- Shifa Hospital. Results Nine out of ten of the referred patients were young (median 31.5 years) males (88/94, 92.6%). Ultrasound imaging revealed that 19 of 90 patients (20%) had fatty liver infiltration, 3 patients had lung nodules and 10 patients had lung atelectasis on chest CT. Twelve had remaining shrapnel(s) in the chest, five patients had shrapnel(s) in the abdomen and one in the scrotum. We found shrapnel(s) in the amputation stumps of 26 patient’s amputated limbs, while 8 patients had shrapnel in the non- amputated limb. Three patients had liver lesions. Nineteen patients had elevated liver enzymes, 32 patients had elevated erythrocyte sedimentation rate and 12 were anaemic. Two patients tested positive for hepatitis C virus and three were positive for hepatitis B virus (HBV). One of the 19 patients with fatty liver tested positive for HBV. Two of the patients with fatty liver infiltration had elevated glycatedhaemoglobin levels and confirmed diabetes mellitus type II.

Conclusion
Nearly half (44, 8%) had remaining metal fragments from explosives of unknown composition harboured in various parts of their bodies. All patients identified with lesions and nodules are being followed up locally. As of now, we cannot anticipate the long- term health consequences of living with metal residuals from modern explosive weapons embedded in body organs and tissue.

 

Here the full text of the study

Letter from European researchers and academics concerning Israel’s participation in Horizon Europe

As both professionals directly involved in research and members of civil society, we appeal to the EU to mobilize all diplomatic means to pressure Israel to comply with International Law. The move to unilateral annexation is the decisive act of defiance that should be met with sanctions, not with words. In the face of the imminent threat of annexation that would formally establish Israeli sovereignty over stolen territories, we reiterate that the EU should exclude Israel from EU Research Programmes, suspend the EU-Israel Association Agreement and implement a comprehensive arms embargo against Israel. Exclusion of Israel and Israeli companies accused of war crimes from the research programmes is the absolute minimum needed as a first measure against Israel’s’ violations of international law. As the exclusion of a country from EU Research Programmes does not require a unanimous decision of the European Council and falls under the responsibility of the European Commission and the Parliament, we urgently appeal to you to uphold justice by implementing this first step which is within your power.

Read the complete text of the letter

Ferma l’uso di droni israeliani contro i migranti

La petizione

A: La commissaria europea Adina Valean, commissario europeo Virginijus Sinkevicius, commissario europeo Yiva Johansson

Egregio Signore/a,

A partire dal novembre 2018, l’EMSA (Agenzia Europea per la sicurezza marittima), tramite la società portoghese CeiiA, ha noleggiato due droni Hermes 900, i cosiddetti “droni killer”, prodotti dalla maggiore industria bellica israeliana, la Elbit System. Secondo quanto prevede il contratto di leasing della durata di due anni per un valore di 59 milioni di euro, questi droni vengono principalmente utilizzati in applicazione delle politiche dell’UE relative alla repressione dell’immigrazione. Gli esperti condannano questo passaggio ad un controllo di tipo aereo come una mossa che elimina qualsiasi responsabilità nel salvataggio delle vite umane. Ciò che è peggio, è che i droni killer della Elbit aiutano Frontex e le autorità nazionali della Grecia, paese in cui migranti e rifugiati sono stati attaccati in mare con dei proiettili veri.

La Elbit System sviluppa i suoi droni assieme all’esercito israeliano e promuove la propria tecnologia come testata sul campo, cioè sul popolo palestinese. La Elbit fornisce l’85% dei droni utilizzati da Israele nei suoi ripetuti attacchi militari e nell’ininterrotto e disumano assedio su Gaza. I droni Hermes sono stati usati per uccidere i quattro bambini che giocavano in spiaggia nel corso dell’attacco israeliano su Gaza del 2014.

Questi droni sono in grado di uccidere ma non sono in grado di salvare delle vite.

Chiedo dunque:

  • Che EMSA smetta di utilizzare questi droni e che il contratto di noleggio stipulato tra EMSA ed Elbit non venga più rinnovato
  • Che nostre autorità nazionali non richiedano l’utilizzo di questi droni nel loro spazio aereo
  • Che l’Unione Europea non spenda i soldi dell’erario pubblico per finanziare l’industria militare israeliana; che utilizzi invece i propri fondi non per la militarizzazione dei confini e del mare, ma per la protezione dei diritti umani di tutti.

Firma la petizione

Palestinian Grassroots Anti-apartheid Wall Campaign

Sanctions ahead: Palestinian civil society issues united call
Palestinian civil society unites in a call for immediate and targeted sanctions as countermeasures to Israel’s ongoing de facto and impending de jure annexation of large parts of the West Bank. As Israeli apartheid is finalizing its Bantustan project, aimed at encaging those Palestinians that have not been expelled from their homeland, it is time to act for states and the United Nations. Please read here the full call.

Read the full text here

 

Appello per Eyad

Israele non darà a Eyad Al-Hallaq e alle migliaia di palestinesi uccisi a sangue freddo la giustizia che meritano.

La nostra richiesta: la Corte penale internazionale deve indagare su questi crimini e ritenere responsabili Israele e gli individui.

Firma questa petizione in modo che possiamo aggiungere il tuo nome a una lettera al procuratore della Corte penale internazionale, Fatou Bensouda, che richiede indagini e responsabilità legittime.

Eyad era un palestinese con autismo che frequentava un centro per i bisogni speciali a Gerusalemme. Lungo la strada lì una mattina, la polizia israeliana lo ha ucciso con tre colpi al centro del suo corpo da vicino. La tutrice di Eyad, Warda, ha supplicato per la sua vita e ha gridato alla polizia in ebraico e in arabo che si trattava di una persona con disabilità.

Ma la polizia israeliana non l’ha ascoltata ed ha eseguito comunque. Eyad è morto un deposito di rifiuti a cielo aperto terrorizzato e confuso per quello che stava succedendo.

Perché è successo?

È stato assassinato perché è palestinese. È stato profilato dalla polizia israeliana. Pensavano che avesse un’arma, anche se le sue mani erano vuote e determinato che era un terrorista perché aveva i guanti.

Migliaia di palestinesi hanno perso la vita a causa di un sistema che disumanizza e li svaluta. Israele ha ripetutamente mancato nel condannare e ritenere responsabili coloro che commettono questi crimini. La giustizia non è offerta ai palestinesi.

Le forze israeliane continuano a comportarsi impunemente e prendere la vita palestinese.

Dobbiamo unirci per chiedere giustizia perché Israele non la assicurerà. Facciamo sentire la nostra voce collettiva.

Firma la petizione in modo che possiamo sollecitare il Tribunale penale internazionale ad agire e dare a Eyad e migliaia di palestinesi la giustizia che meritano.

English: https://secure.everyaction.com/AMed5_6g90KOYwuC3T2Krg2
French: https://secure.everyaction.com/UmXxqC12q0KJpU_ldYgISA2
Spanish: https://secure.everyaction.com/wezuWZcufkyVd0v36COQMw2

Lettera aperta al ministro degli Esteri Luigi Di Maio

“Chiediamo quindi al Ministro di usare rapidamente tutto il peso dell’influenza internazionale del nostro Paese per spingere i ministri degli affari esteri dell’UE a operare per la revoca del blocco, trattandosi ora letteralmente di una questione di vita o di morte. Come ha affermato il dottor Mike Ryan, direttore esecutivo del Programma per le emergenze sanitarie dell’OMS, è necessaria solidarietà globale per combattere la pandemia, siamo “forti solo quanto lo è l’anello più debole” e “nessuno di noi è al sicuro finché non siamo tutti al sicuro“.

Leggi il testo della lettera completa

Lettera aperta all’Alto rappresentante dell’UE per gli Affari Esteri Josep Borrell

Chiediamo all’UE e ai governi europei di:

➢ Utilizzare immediatamente tutte le misure economiche e politiche, comprese le sanzioni e le misure di ritorsione previste dal diritto internazionale, per fare pressione sul governo israeliano affinché ponga fine all’assedio di Gaza;

➢ Garantire, in stretto contatto con i ministri della salute di Gaza e Cisgiordania, la consegna diretta alle autorità sanitarie locali di adeguate spedizioni di forniture mediche e sanitarie necessarie per l’individuazione del Coronavirus e per la gestione delle persone colpite, nonché gli articoli necessari per la prevenzione della sua diffusione nella comunità e negli ospedali locali;

➢ Consentire a coloro che non possono essere curati a Gaza di raggiungere senza problemi altri ospedali.

Leggi il testo della lettera completa

Ue-Israele, un caso di complicità

I fondi per la ricerca UE sono stati una importantissima fonte di finanziamento per accademici, aziende, e istituzioni statali, e tra loro una quantità di aziende del militare e di quelle coinvolte negli illegali insediamenti di Israele. Sebbene Israele non sia un paese UE, dal 1995 richiedenti israeliani hanno potuto avere accesso a fondi UE per la ricerca sulle stesse basi degli Stati membri attraverso l’accordo di associazione UE-Israele.

Per molti anni la società civile europea e palestinese insieme ad organizzazioni per I diritti umani hanno manifestato la preoccupazione circa il fatto che I soldi dei contribuenti UE andassero ad aziende e istituzioni israeliane accusate di crimini di guerra e coinvolte in violazioni del diritto internazionale e dei diritti umani.

L’Unione Europea per anni ha espresso grande preoccupazione e condanne relativamente alle esecuzioni mirate e alle colonie illegali – e dunque dovrebbero essere finanziate aziende che appoggiano queste attività illegali?

Leggi la denuncia completa dell’Eccp (European Coordination of Committees and Associations for Palestine)

Rischi a lungo termine di aumento delle malattie non infettive nei dopoguerra: cambiamenti nella salute riproduttiva a Gaza, Palestina, fattori coinvolti e conseguenze nel tempo

I determinanti della salute riproduttiva e dei neonati. In questo studio identifichiamo i cambiamenti nel tempo e i fattori ambientali che interferiscono: uno documento per la prevenzione dei danni.