{"id":39,"date":"2018-03-31T21:23:23","date_gmt":"2018-03-31T19:23:23","guid":{"rendered":"http:\/\/joshua.earth\/nwrg-onlus\/?p=39"},"modified":"2018-04-03T22:57:43","modified_gmt":"2018-04-03T20:57:43","slug":"gaza-deve-vivere-per-la-vita-di-tutta-la-palestina-appello-per-una-campagna-internazionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/onlus.newweapons.org\/?p=39","title":{"rendered":"Gaza deve vivere per la vita di tutta la Palestina &#8211; Appello per una campagna internazionale"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-55 alignleft\" src=\"http:\/\/joshua.earth\/nwrg-onlus\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/logo.jpg\" alt=\"\" width=\"290\" height=\"199\" \/>La vita della popolazione di Gaza \u00e8 seriamente messa in pericolo e noi, cittadini\/e del mondo, associazioni, gruppi, non credenti e credenti di fedi diverse, sentiamo la responsabilit\u00e0 di agire laddove le Risoluzioni hanno fallito, e porre all\u2019attenzione internazionale questo lento genocidio.<br \/>\nPrima di tutto il nostro sguardo si appunta sull&#8217;assedio, imposto dalle Autorit\u00e0 israeliane e attivamente sostenuto dal Governo Egiziano. Con un concorso di colpa anche di quei loro alleati che, in modo attivo o passivo, persistono nel privare la popolazione di Gaza dei diritti umani, d\u00ec rifornimenti essenziali, di medicine, di trattamento del sistema<br \/>\nfognario, di acqua potabile ed elettricit\u00e0, di libert\u00e0 di movimento.<\/p>\n<p>Non si tratta di una catastrofe naturale, ma prodotta dall&#8217;uomo.<br \/>\nIl lento strangolamento di Gaza mette in luce non solo il sacrificio di quella popolazione civile, ma mette in gioco anche le nozioni di autonomia, libert\u00e0, in quanto diritti universali e la sopravvivenza stessa della Palestina.<br \/>\nCome cittadini\/e del mondo, la nostra responsabilit\u00e0 e il nostro interesse nei confronti del popolo di Gaza \u00e8 chiedere la sua liberazione, passo essenziale per la liberazione e la conservazione della Palestina.<br \/>\nAlla domanda di coloro che chiedono \u201cMa chi ci guadagna dalla sopravvivenza di Gaza?\u201d le risposte sono ovvie: i quasi due milioni di esseri umani che vivono a Gaza, e i tre milioni di esseri umani che vivono in Cisgiordania e a Gerusalemme.<\/p>\n<p>Gaza \u00e8 sotto assedio da 10 anni. L&#8217;accordo per il cessate il fuoco del 2014 tra il Governo di Gaza e diverse fazioni palestinesi e le Autorit\u00e0 israeliane, comprendeva negoziati per aprire le frontiere di terra e fornire un porto di mare, in\u00a0modo tale da alleggerire l&#8217;assedio.<\/p>\n<p>Nei tre anni successivi, con rare eccezioni di qualche atto irresponsabile, Gaza per parte sua ha onorato l&#8217;accordo. Ma non \u00e8 avvenuto lo stesso da parte di Israele: attacchi di bassa intensit\u00e0, dalla terra, dal mare e dall&#8217;aria quasi quotidiani e uccisioni di almeno 30 abitanti di Gaza, tra cui pescatori. E le Autorit\u00e0 egiziane, invece di mettere in pratica l&#8217;accordo da loro favorito, hanno stretto l&#8217;assedio e aumentato la sofferenza, bombardando e allagando tunnel e mettendo in pratica una quasi totale chiusura della loro frontiera con Gaza, l&#8217;unico punto di transito alternativo per persone, cibo,<br \/>\nmedicine e molti rifornimenti civili la cui entrata non \u00e8 permessa dal confine israeliano.<\/p>\n<p>Israele non ha rispettato nemmeno gli accordi elaborati con le Nazioni Unite per l&#8217;entrata dei materiali da costruzione per ricostruire le migliaia di case distrutte dalle sue ultime aggressioni militari. Si contano ormai centinaia di morti per mancanza di medicine, di cure come radioterapia e chemioterapia, per mancanza di strumenti per la diagnostica e la cura, e aumenteranno inevitabilmente per l&#8217;inquinamento ambientale, la povert\u00e0 e la conseguente malnutrizione dei settori pi\u00f9 fragili della popolazione, in particolare i bambini. La carenza di elettricit\u00e0, carburante, la mancanza di fognature e di acqua potabile \u00e8 insostenibile e insopportabile, e incide sulla salute pubblica. Il crollo delle attivit\u00e0 produttive e commerciali causa oltre il 40% di disoccupazione, con la conseguente disperazione di una popolazione per lo pi\u00f9 giovane.<\/p>\n<p>L&#8217;Unione Europea, attualmente silenziosa, non \u00e8 stata neanche in grado di mantenere i suoi impegni preesistenti. Ancor pi\u00f9 chiaro il suo fallimento nel tenere aperto il passaggio di Rafah secondo il meccanismo ancora attivo EUBAM.<\/p>\n<p>Analogamente \u00e8 stato abbandonato un progetto approvato per un porto a Gaza. Entrambi questi impegni erano contenuti negli accordi 2014 per la cessazione delle ostilit\u00e0. Le Nazioni Unite hanno fallito nell\u2019emanazione delle loro tante Risoluzioni, in quanto Israele non ne ha mai rispettata<br \/>\nnessuna, senza per questo subire sanzioni. Anche i recenti appelli del Palestinian Human Rights Organisations Council (PHROC), dei Physicians for human rights, la denuncia di Gisha e le tante denunce che si susseguono, ci sollecitano a sviluppare una campagna internazionale per Gaza, non solo con richieste sull&#8217;emergenza, ma presentando una lista di bisogni strutturali da soddisfare. La lista degli interventi \u00e8 lunga \u2013 perch\u00e9 l&#8217;inazione di fronte alle tante violazioni dei diritti umani \u00e8 stata ancora pi\u00f9 lunga. E crescer\u00e0, se non interviene un cambiamento. Ma il tempo per agire \u00e8 breve se si vuole che le decisioni siano efficaci.<\/p>\n<p>I diritti alla salute e alla vita possono essere garantiti solo da un sistema sanitario pienamente funzionante, dalla fornitura di infrastrutture essenziali, da una economia che funzioni. Sono condizioni che, secondo il Diritto Umanitario internazionale dovrebbero essere fornite dalle autorit\u00e0 occupanti, ma in mancanza di scadenze vincolanti e senza<br \/>\nsanzioni il Diritto umanitario internazionale \u00e8 stato disprezzato e violato troppo a lungo, fino ad essere reso \u201cinutile\u201d.<\/p>\n<p>Adesso il tempo \u00e8 scaduto. Mentre si concerta un piano integrato per la messa a disposizione di strumenti e si fanno i primi passi per una pressione<br \/>\ninternazionale sulle Autorit\u00e0 israeliane affinch\u00e9 adempiano alle loro responsabilit\u00e0 e obblighi derivanti dal Diritto internazionale, \u00e8 necessario essere pronti a rispondere direttamente ai bisogni fondamentali del popolo palestinese e farlo in un quadro di indipendenza dal chi queste necessit\u00e0 nega, mantenendo l&#8217;assedio.<\/p>\n<p>Dunque chiediamo alla Comunit\u00e0 internazionale degli Stati, alla Unione Europea e alle Nazioni Unite di agire immediatamente e per un piano di azione a lungo termine. Ci sono gi\u00e0 fondi congelati e progetti per rispondere a molte di queste richieste.<\/p>\n<p>&#8211; Fornitura immediata e stabile di medicine, presidi medico chirurgici, strumentazione medica e sue componenti, per ripristinare molto rapidamente quanto manca per provvedere alla salute e garantirne il mantenimento.<br \/>\n&#8211; Immediata disposizione di una linea stabile di fornitura di carburante per generare energia e nuovi cavi per coprire le necessit\u00e0, mentre a Gaza si ricostruisce un secondo impianto di produzione<br \/>\n&#8211; Apertura immediata e stabile 24\/7 del passaggio di Rafah attraverso EUBAM.<br \/>\n-Impianti di desalinizzazione costruiti secondo le tecniche e le misure adeguate a provvedere acqua potabile per l&#8217;intera comunit\u00e0.<br \/>\n&#8211; Costruzione del porto e nel frattempo attivazione temporanea di un servizio di piccoli battelli per passeggeri e piccoli carichi, con la terra pi\u00f9 vicina, Cipro.<br \/>\n&#8211; Fornitura di impianti di energia solare per tutte le strutture ospedaliere che servono pi\u00f9 di 500 pazienti al mese e ai dipartimenti per cure specialistiche avanzate indipendentemente dal numero di pazienti e, nel frattempo, fornitura temporanea di carburante per coprire le necessit\u00e0 dai generatori esistenti.<br \/>\n&#8211; Fornitura di cemento ed altri materiali necessari per la ricostruzione delle abitazioni, gi\u00e0 accertate da Nazioni Unite e UNRWA.<br \/>\n&#8211; Ricostruzione ed espansione, come necessaria, del distrutto sistema fognario.<br \/>\n&#8211; Costruzione di servizi e impianti di riciclaggio e smaltimento dei rifiuti<br \/>\n&#8211; Garantire accesso indipendente alla comunicazione satellitare e telefonica<br \/>\n&#8211; Garantire la possibilit\u00e0 di produrre e utilizzare prodotti locali per scambi economici con l&#8217;estero, per la compravendita di prodotti per il consumo sul mercato libero Se si verificano queste condizioni il lavoro potr\u00e0 ricominciare e anche il settore dell&#8217;istruzione migliorer\u00e0, a Gaza<br \/>\ntorner\u00e0 la circolazione di beni e danaro, e i giovani potranno avere un futuro.<\/p>\n<p>Non \u00e8 pi\u00f9 accettabile il lento genocidio imposto al popolo di Gaza.<br \/>\nLa libert\u00e0 di vivere del popolo di Gaza \u00e8 la sola sana leva per un processo democratico in Palestina e per la autodeterminazione del suo popolo.<br \/>\nDunque \u00e8 anche il solo piano realistico per la pace. Agire adesso!<\/p>\n<p>Iniziato l&#8217;11 Luglio, 2017 da<br \/>\nAppello per i Bambini di Gaza, Genova, Italia<br \/>\nCultura e Libert\u00e0, una campagna per la Palestina, Italia<br \/>\nNWRG, onlus, Italia<br \/>\nContatto: <a href=\"mailto:wexgaza@gmail.com\">wexgaza@gmail.com<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La vita della popolazione di Gaza \u00e8 seriamente messa in pericolo e noi, cittadini\/e del mondo, associazioni, gruppi, non credenti e credenti di fedi diverse, sentiamo la responsabilit\u00e0 di agire laddove le Risoluzioni hanno fallito, e porre all\u2019attenzione internazionale questo lento genocidio. 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